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CARAVAGGIO

Aggiornato il: giu 18

Quando ci riferiamo a #Caravaggio, possiamo senza dubbio affermare che egli rappresenta l’inizio della storia dell’arte moderna!

Inizieremo questo viaggio insieme a Caravaggio precisando fin da subito che per questo mastro è impossibile definire una linea cronologica delle sue opere, conosceremo quindi Caravaggio attraverso delle opere d’arte che rappresentano sicuramente dei punti salienti nella sua carriera ma che non seguono un preciso ordine temporale.


Michelangelo Merisi da Caravaggio, nasce a Milano nel 1571 dai genitori Fermo Merisi e Lucia Aratori, originari di Caravaggio, dove la famiglia si ri-trasferì a causa della peste.

A 13 anni Caravaggio fa la sua prima importante esperienza artistica: va infatti a bottega da Peterzano, il quale si definisce alunno di Tiziano, il più grande degli allievi di Giorgione.

Il bagaglio culturale ed artistico costruito in questo periodo guiderà Caravaggio per tutta la vita ed ovviamente nella realizzazione di tutte le sue opere.


Probabilmente nell’estate del 1592, morta la madre Lucia, Caravaggio si trasferisce a Roma, senza un soldo, iniziando a fare lavoretti di poca rilevanza per Pandolfo Pucci.

Durante questo soggiorno dipinge Il ragazzo che sbuccia la frutta in modo da trovare dei clienti ed il dipinto avrà grande successo. Natura morta ed emozioni sul volto del fanciullo, insieme a delle note di sensualità, saranno gli elementi chiave e la grande novità della pittura di Caravaggio.


Inizia così la Rivoluzione di Caravaggio, dipingendo momenti di vita semplici, momenti tratti dalla realtà, senza particolarità ma dove la particolarità è rappresentata dal' umiltà e dall’emozione dei volti, miste al movimento dei soggetti che l'artista riesce a rappresentare.


Uno dei quadri più importanti di Caravaggio è Il Bacchino malato, il quadro più antico dell’artista che nel 1607.

#IlBacchinoMalato #GiovaneConCanestroDiFrutta


Caravaggio era solito rappresentarsi nelle sue opere d’arte e sicuramente quest’opera è un autoritratto, disegnato probabilmente allo specchio. E’ un quadro costruito in maniera semplice, un fanciullo che guarda verso di noi, un piatto e della frutta: una chiara rappresentazione degli oggetti, una rappresentazione materiale della realtà quotidiana, nuda.

Non è un quadro con riferimenti costruiti ma è un dipinto che fissa un momento della realtà.

Caravaggio dipinge Giovane con canestro di frutta, un’opera che rappresenta una evidente continuità con il Bacco dipinto precedentemente, in cui riesce, ancora una volta, a rappresentare un semplice momento quotidiano.

Ma la fase cruciale, in cui inizierà la vera e propria rivoluzione di Caravaggio, possiamo fissarla con la realizzazione del Ragazzo morso da un ramarro, custodito oggi alla National Gallery di Londra.

Caravaggio riesce a rappresentare la contrazione del soggetto in un’espressione di dolore, il movimento, la forte emozione sul viso. Il corpo viene mosso dal dolore e bloccato in questo momento: ecco la grande novità, il tema che grazie a Caravaggio attraverserà tutto il barocco.

Assistiamo per la prima volta a delle tele che riescono a rappresentare quello che il corpo sente, immagine che riescono a trasmettere la contrazione dei muscoli dei nervi sotto la pelle.





Uno dei punti focali dell'arte e della maestria di Caravaggio, oltre che nella capacità di mostrare le sensazioni provate dal nostro corpo, sta nella capacità di fissare sulla tele le scene di azioni, sia quotidiane che straordinarie.

Dopo Il ragazzo morso dal ramarro osserviamo infatti I bari, un quadro che rappresenta per la prima volta una scena d’azione.

#iBari È la rappresentazione di un momento di gioco che si svolge quotidianamente nelle osterie.

I tre personaggi sono ritratti i tre azioni differenti che avvengono nello stesso momento e che sono sapientemente descritte, quasi come la tela parlasse. Viene in questo quadro riconosciuto Giorgione nell’uso dei colori, della luce, delle figure.


Caravaggio, grazie al cardinale Francesco Maria del Monte, riesce finalmente ad entrare in contatto con l'alta società romana. Dipinge quindi Concerto di giovani.

Un dipinto in cui rappresenta la vita a palazzo, un concerto appunto nello specifico, rappresentato in maniera fedele ma che presenta una figura con delle ali e delle frecce: è cupido che si distacca dalla rappresentazione della realtà.

La mitologia classica si fonde con la realtà: amore e musica che convivono.

Nel Il suonatore di liuto, un’opera fondamentale perché per la prima volta viene cercato un contatto con lo spettatore, viene rappresentato il sentimento che la musica provoca. Inizia la ricerca di Caravaggio verso la verità del corpo, dei colori della pelle, del sangue, della luce che colpisce oggetti e personaggi.

#ilSuonatoreDiLiuto

La rivoluzione di Caravaggio: il corpo e l'azione

La grandezza di Caravaggio sta sicuramente nella capacità di rappresentare oggetti e personaggi colpiti dalla luce in un realismo sempre commovente. Ma oltre alla luce ed ai colori, è la capacità di rappresentare l’azione che conferisce alle tele di Caravaggio il loro enorme potere: un’azione che a volte è fissata nel momento i cui avviene, altre volte è in procinto di accadere mentre altre ancora è appena avvenuta, tutto questo Caravaggio riesce sempre a farlo trasparire.

Osserviamo quelli che probabilmente sono i due più bei quadri realizzati da Caravaggio: La Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo, commissionati da Monsignor Cerasi. Sono opere dipinte non affrescate: Caravaggio dipinge ad olio su enormi tele, entrambi nella stessa cappella. Due storie sacre.

La crocifissione di San Pietro avviene in silenzio, le figure sono monumentali. La croce viene innalzata, Pietro è uno come tutti gli altri, ritratto in un momento umile, appunto l’innalzamento della croce. Non c’è niente di divino. Tutto è crudo ed estremamente terreno, reale.Caravaggio rappresenta l’azione nel pieno del suo svolgimento.


La conversione di Paolo dipinto tra il 1600 ed il 1601, non presenta azione, è come un fotogramma di una pellicola. Paolo è per terra e parla interiormente con Cristo. Il cavallo prende gran parte della scena, anche qua la realtà della scena è del tutto terrena nonostante in questo momento Sauro sta diventando San Paolo. La grande novità di Caravaggio sta proprio in questo: la capacità di trasmettere una storia senza dipingere l’azione, senza raccontarla in modo esplicito ma allo stesso tempo rappresentandola perfettamente.




#SantaCaterina #GiudittaEOloferne

In Santa Caterina Caravaggio rappresenta un momento successivo al martirio infatti tutto avviene dopo la risurrezione nonostante siano presenti tutti gli elementi del martirio e tutto sembri reale.

In Giuditta e Oloferne, Caravaggio rappresenta invece il momento stesso in cui avviene l’azione, né prima né dopo. L’azione non è da immaginare ma è rappresentata nel suo pieno svolgimento. Giuditta, bellissima, fa ubriacare Oloferne il quale si getta sul divano per aspettare Giuditta che tira fuori la spada e lo uccide. L’ancella affianca Giuditta e come vuole la tradizione barocca, non è bella né giovane. Lo sguardo di Oloferne incrociato con quello di Giuditta è l’elemento che più mozza il fiato guardando questo quadro. Sembra quasi di sentire l’urlo di Oloferne.


La nascita della natura morta nell'arte

Se pensiamo a Caravaggio, nel nostro immaginario non possiamo non includere La canestra di frutta, il primo quadro di Caravaggio non sacro che sarà esposto al pubblico. Dal momento in cui verrà eseguito questo quadro, niente, per l’arte, sarà più come prima.

Per la prima volta tutta importanza di un’opera viene acquisita da un cesto di frutta: nasce la pittura della natura morta. La pittura sacra viene messa sullo stesso piano della pittura di oggetti: da adesso in poi viene sottolineato che in un dipinto, la grandezza non sta solo nel soggetto ma anche e soprattutto nel come esso viene realizzato; non è importante cosa si dipinge ma come lo si fa.

Dopo il Bacchino malato e la canestra di frutta, sarà una grande opera, da tutti conosciuta, che fonderà insieme la frutta ed un soggetto umano: Il bacco.

Realizzato non per una committenza ma per diletto personale. In questa tela viene ricercato fortemente il rapporto con lo spettatore tramite uno sguardo intenso; è proprio la ricerca di questo rapporto che da’ senso all’opera e che crea le basi per la storia dell’arte moderna caratterizzata da personaggi che si offrono allo spettatore in cerca di un legame, di un dialogo (non possiamo a tal proposito non ricordare il dipinto impressionista Bar Folies Bergere di Manet).



Epilogo di una vita tormentata

Ultimo, magnifico quadro realizzato da Caravaggio è Il Davide e Golia, custodito oggi a Roma a differenza di un secondo dipinto con gli stessi soggetti custodito invece a Vienna. L'opera rappresenta la figura di Davide contenuta quasi a stento nella tela che, con delle bellissime mani, ha appena tagliato la testa a Golia.

#IlDavideEGolia

Il David appare più compassionevole che fiero ed eroico ed anche la luce che colpisce le figure, lasciando dietro di essi le tenebre, fa' si che lo spettatore non percepisca l’atto come un gesto eroico.

Il volto di Golia rappresenta chiaramente l’ autoritratto di un Caravaggio stanco e segnato dal tempo. Senza dubbio questo dipinto accoglie il travagliato percorso di vita di Caravaggio ed il volto dello stesso artista, specchio di una vita travagliata, segnata anche da crimini commessi, ne è la conferma.

Ricordiamo infatti che durante la permanenza a Roma, Caravaggio, nel commette un omicidio uccidendo Ranuccio Tomassoni che lo costringerà a fuggire alla volta di Palestrina. Da Palestrina si spostò a Napoli e successivamente a Malta dove visse anche dei momenti felici. Ma nel momento i cui la serenità sembrava poter far parte della vita di Caravaggio, nominato cavaliere di malta, ancora una volta sarà coinvolto in una rissa e rinchiuso in galera. Riuscirà a fuggire verso la Sicilia dove arriverà nel 1608 e dopo un periodo vissuto a Siracusa, durante il quale ci realizzerà la pala d'altare raffigurante Il seppellimento di Santa Lucia, l'artista si sposterà verso Messina. Passerà successivamente del tempo a Palermo per poi tornare a Napoli. Ricevuta la notizia che Papa Paolo V stava preparando la revoca della sua condanna, Caravaggio aveva finalmente la possibilità di tornare nella sua amata Roma. Partì quindi via mare con un prezioso carico di opere ma giunto a Porto Ercole, morì nel 1610 a causa di un’infezione.

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artefatti. by carmelo romato


Fonti:


  • Giovan Pietro Bellori, Le vite de' pittori, scultori et architetti moderni, ediz. critica di E. Borea con introduzione di G. Previtali, Firenze, 1976 [1672].

  • Documentario: “La vera natura di Caravaggio” di Tomaso Montanari

  • http://it.wikipedia.org


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