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DALL’ACCADEMIA DEGLI INCAMMINATI A CARAVAGGIO: LA NASCITA DELLA PITTURA DI GENERE

Se durante la produzione artistica del Rinascimento assistiamo alla nascita di opere in cui i soggetti rappresentati appaiono immersi in contesti dalla composizione “perfetta” ed illuminati da una luce diffusa che ispiri tranquillità e calma, il Seicento scardina ogni regola di perfezione e l’arte di veste di emozione. Sarà la voglia di stupire, di sedurre e di commuovere a guidare l’arte seicentesca.

In questo contesto del tutto nuovo fa capolino la famiglia bolognese dei Carracci che darà vita alla prima scuola di pittura dell’età moderna: L’ Accademia del naturale, che assumerà successivamente il nome di Accademia dei desideri, per poi essere chiamata Accademia degli Incamminati. L’accademia degli incamminati, che verrà denominata così per sottolineare il percorso artistico al quale era chiamato ogni allievo, diventerà il prototipo di numerose accademie nate in Italia nel corso del Seicento. Tre sono i fondatori di questa scuola, legati - oltre che dall’amore per l’arte pittorica - da un vincolo parentale: Ludovico, Agostino ed Annibale Carracci. Dei tre Carracci, si soffermeremo su Annibale perché sarà proprio lui a dipingere, tra il 1580 ed il 1581, Il #mangiafagioli, uno dei primi esempi di pittura di genere italiana.

La pittura di genere è una rappresentazione pittorica che ritrae scene di vita quotidiana, spogliandosi quindi del carattere prettamente iconografico religioso che caratterizza le opere d’arte fino al Rinascimento e proprio per questo motivo essa fu considerata per molto tempo un genere “minore” al quale i grandi committenti non erano interessati. Le opere che vennero - solo conseguentemente alla nascita delle teorie accademiche - catalogate come pittura di genere, non rispondevano infatti ai caratteri artistici imposti dal potere politico e dal potere della Chiesa. I soggetti rappresentati sono borghesi, popolani, gente “comune” ritratta durante lo svolgimento di azioni quotidiane, faccende domestiche, momenti della giornata dedicati ai pasti, scene di lavoro, scene di festa.

Sarà Caravaggio, con la sua rivoluzione artistica ad accendere altri i riflettori sulla pittura di genere, che raggiungerà in Olanda la sua massima espressione.

Il ragazzo che sbuccia la frutta presenta un momento di vita semplice, un momento tratto dalla realtà, dove la particolarità è rappresentata dall'umiltà e dall’emozione sul volto, miste al movimento del soggetto che l'artista riesce a rappresentare. Natura morta ed emozioni sul volto del fanciullo, insieme a delle note di sensualità, saranno gli elementi chiave e la grande novità della pittura di Caravaggio.

Dopo un “affievolimento” della pittura di genere durante il periodo neoclassico e romantico, essa permeerà anche la stagione impressionista e post-impressionista grazie ad artisti come Manet, passando dal realismo di Courbet che nel 1853 realizza l’opera intitolata La filatrice dormiente. Courbet, pioniere del realismo francese, rifiuta il decoro, le regole dettate dal gusto “sociale”, le pose dei soggetti, in favore di un crudo realismo espresso in questo dipinto tramite l’immagine di una filatrice - la sorella di Courbet - che sorpresa dal sonno, si accascia sulla sedia.

Ancora un ambiente interno ma questa volta quello di un tipico bar parigino, fa da sfondo ad una malinconica donna ritratta nel dipinto La prugna realizzato nel 1878 da Edouard Manet. Possibilmente una prostituta in attesa di un cliente è talmente immersa nei suoi pensieri da dimenticare la prugna glassata che ha appena ordinato.


artefatti. by carmelo romato

© artefatti.    created by Carmelo Romato