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FRIDA KAHLO

Aggiornato il: set 26

Dipingo i fiori per non farli morire.


Frida Kahlo, non soltanto icona per il mondo dell’arte contemporanea ma universale simbolo di uno stile di vita libero e a tratti naif; artista che saprà fare delle sue tele uno specchio della realtà e allo stesso tempo del suo mondo interiore e del percorso sofferto ma traboccante d’amore, della sua vita.

#FridaKahlo è una combattente e lotterà per tutta la sua vita per la costruzione della sua immagine di donna-artista che l’ha resa oggi fonte d’ispirazione ed icona mondiale per l'arte, la moda e la fotografia. Frida studiò accuratamente la sua immagine, fortemente ispirata dalla colorata moda messicana e contemporaneamente di chiara evocazione folklorico-pre-colombiana.

Foto by Flickr, I luoghi di Frida Kahlo in Messico, Viaggio Routard


Sebbene molti critici d’arte abbiano associato le opere di #Frida Kahlo alla corrente pittorica del Surrealismo, risulta in realtà complesso attribuirle ad uno stile delineato e limitato. Le opere di Frida sono Frida!

Le sue tele rappresentano la sua interiorità ed un mondo talmente vasto e complesso, in cui la forza della vita e dell’amore si battono in un costante duello con le sofferenze alle quali Frida sarà costretta a sottostare per tutta la vita, che cercare di trattenerle dentro il confine di una corrente pittorica, sembra una forzatura che denatura le opere stesse.

Un po’ come per Picasso, non si riesce a pensare alle opere di Frida senza scorgere la sua stessa vita in ognuna di esse. E non a caso moltissimi dei suoi lavori saranno degli autoritratti e sarà Frida stessa ad affermare: Dipingo me stessa perché sono il soggetto che conosco meglio.

Autoritratti che diventano per l’artista un profondo lavoro di analisi psicologica e che Frida decide di condividere con lo spettatore; uno spettatore che, catapultato dentro un mondo profondamente intimo, diventa debitore per la possibilità di sbirciare dentro un’anima talmente delicata e ricca, di fronte alla quale viene spontaneo chiedere il permesso.


Magdalea Carmen Frida Kahlo y Calderon nasce a Coyoacan, in Messico, nel 1907 da un fotografo tedesco descritto dall’artista con dolcissime parole e da una ricca messicana con la quale Frida sembra invece essere distante.

Già da bambina Frida sarà costretta a piegarsi alla malattia, contraendo a sei anni una poliomielite che la segnerà per tutta la vita e che, comportando un’andatura irregolare, diventerà oltretutto motivo di derisione.


SANGUE E ORO

Frida ha solo 18 anni, è in viaggio in bus ed il passeggero che le cede il posto tiene tra le mani un pacchetto con della polvere d’oro; lo sconosciuto regala della polvere a Frida passandole anche la mano sulla fronte e segnandola con quella stessa polvere d’oro, simbolo di protezione. Poco dopo il bus si schianterà contro un tram: la polvere d’oro si mischierà al sangue di Frida che dall’incidente ne uscirà malamente: vertebre fratturate, addome lacerato, innumerevoli operazioni e ripercussioni tali da impedirle di portare a termine, negli anni successivi, tre gravidanze e che la costringeranno a dolori atroci.

Il Letto volante fu realizzato molti anni dopo, nel 1932, quando Frida, successivamente alle nozze con Diego Rivera, perde il primo figlio.


Frida inizia a dipingere durante il lungo periodo di convalescenza, successivo all'incidente, auto-ritraendosi grazie ad uno specchio montato sopra il letto.

Una pittura che dichiara la stessa Frida Porta in se il messaggio del dolore.


Quando Frida riuscirà finalmente ad alzarsi da letto, seppur con molte difficoltà e sofferenze, conoscerà il grande amore della sua vita: Diego Rivera, un famoso pittore dell’arte messicana, che era già in passato stato colpito dallo sguardo di Frida.

Nonostante il pittore rappresenti una musa per Frida e nonostante le nozze che presto avverranno tra i due, egli non mancherà di rappresentare anche ulteriore sofferenza per l’artista a causa della sua infedeltà; sofferenza che sfocerà nella separazione, quando Diego intesserà una relazione con la sorella di Frida, Cristina Kahlo.

Frida e Diego si risposeranno nel 1940 ma loro vita sarà sempre tormentata e la stessa Frida si abbandonerà all’infedeltà nei confronti del marito.


Ho provato ad affogare i miei dolori, ma hanno imparato a nuotare.


Il tormentato rapporto con Diego Rivera si fonde, tra le mani di Frida, con il suo amore per la vita e con la natura che la circonda e l’opera intitolata L’abbraccio amorevole dell’universo, la terra, Diego, io e il signor Xolotl, riesce ad incarnare tutto il mondo dell’artista: interiore ed esteriore.

Frida, avvolta dall’universo che le da’ vita accoglie tra le braccia l’immagine fetale di Diego, un amore fragile, da difendere ed allo stesso tempo educare. Immagine che ancora una volta ci rimanda alle sofferenze dell’artista per la maternità negata ma in cui tale sofferenza viene trasformata in amore per il compagno di vita.


Ma, oltre all’amore per Diego, molto altro sgorga dallo scorrere dei pennelli sulle tele di Frida. Gli autoritratti diventano la chiave per alleviare le sofferenze, un modo per esorcizzarle e cantare il suo personale inno alla vita. Lo stesso amore per la pittura nasce dalla sue sofferenza.

#AutoritrattoConCollanaDiSpine


Una doppia versione di se stessa quindi, quella sofferente ancorata al mondo reale e quella immaginaria che dalla sofferenza rinasce. Una delle tele più importanti di Frida traduce esattamente questo dualismo: Le due Frida, 1939.

#LeDueFrida

In quest' opera Frida ritrae la sofferenza per il grande amore della sua vita andato in fumo, tradotta nell'immagine di in cuore spezzato, accanto ad un’altra sé dal cuore integro in cui cerca possibilmente una salvezza e con la quale cerca di ricongiungersi.


#AutoritrattoConFarfalle

Niente nelle rappresentazioni di Frida è lasciato al caso ed in particolare le farfalle, spesso rappresentate dall'artista, diventano simbolo di libertà. Farfalle che ci riportano allo spirito di Frida desideroso di correre nel vento ma costretto alla negazione di quella leggerezza e quella libertà che fin da bambina, la vita le ha negato.


Piedi, perché li voglio se ho ali per volare?

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artefatti. by carmelo romato


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