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IL BACIO. UN ATTO D'AMORE CELEBRATO CON L'ARTE.

Aggiornato il: set 26

"Bacio che sopporti il peso della mia anima breve in te il mondo del mio discorso diventa suono e paura”.


Queste le parole che Alda Merini dedica all’atto d’amore per antonomasia: il bacio. In questo viaggio che faremo insieme nella storia dell’arte, osserveremo le immagini riferite al bacio che, passando da Francesco Hayez, a Klimt, da Henri de Toulouse-Lautrec a Roy Lichtenstein, nel corso degli anni sono diventate iconiche e che sono entrate a far parte del nostro immaginario quotidiano.

Partiremo però da una scultura dalla bellezza commovente, l’abbraccio più famoso della storia: Amore e Psiche di Canova, realizzata dallo scultore alla fine del 1700.

#AmoreePsiche, Canova


Nessun'altra immagine realizzata dall’uomo è mai riuscita a racchiudere l’abbraccio tra due figure con così tanta poesia e armonia.

L’abbraccio di Amore che sorregge Psiche accenna ad un bacio che, seppur non concluso nella scultura, appare comunque in tutta la sua bellezza.

La storia di Amore e Psiche narra che i due personaggi fossero legati in matrimonio senza che però Amore, ovvero il dio Cupido, potesse rivelarsi alla mortale Psiche. La scultura lascia immaginare l’abbraccio e l’accennato bacio tra i due protagonisti, in una delle notti in cui Amore visitava quindi Psiche senza mai rivelarle il suo volto. Ma potrebbe anche rappresentare il bacio tra Amore e Psiche quando quest’ultima conquista l’immortalità dopo la serie di prove che è costretta ad affrontate per aver scoperto l’identità dell’amato ed inizialmente sconosciuto dio.

#IlBacio, Hayez


Il Romanticismo italiano, celebra il bacio con un dipinto iconico realizzato nel 1859 da Francesco Hayez. Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV è il titolo completo dell’opera che conosciamo semplicemente come Il Bacio.

Erano i tempi delle guerre d’indipendenza di un Italia che si ribella alla supremazia dell’Austria; un bacio rubato dal cavaliere italiano ad una giovane donna francese in cima alle scale è il simbolo dell’alleanza tra Italia e Francia contro gli invasori austriaci. Un dipinto ed un forte messaggio che non poteva essere palesato in quel periodo storico ma che viene velato e racchiuso in un bacio; quel bacio che renderà Hayez famoso e che verrà rielaborato da Federico Seneca diventando, negli anni ’30, la famosissima ed inconfondibile immagine del bacio Perugina.

#BaciPerugina, Federico Seneca


L’abbraccio diventa più avvolgente, il bacio diventa meno fugace e la silhouette della ragazza si arricchisce conformandosi alla rotondità della scritta Baci mentre le scalinate lasciano spazio ad un silenzioso e pacifico blu di un cielo serale. Dall’originario bacio di Hayez, nasce la scatola dei baci Perugina che ricorda una romantica lettera d’amore.

Il bacio di Gustav Klimt, una tela che sembra un gioiello, realizzata tra il 1917 ed il 1918 e custodito presso l’ Osterreichische Galerie Belvedere a Vienna, riesce cono un solo colpo d’occhio a farci tuffare in un mare di passione e sensualità. E’ con questa tela, unica nel suo genere, che Klimt riesce ad esaltare il bacio come momento di massima espressione di passione.

L’ uomo e la donna diventano un’unica cosa sotto il potere dell’eros e per mettere in risalto le caratteristiche della figura maschile e di quella femminile, Klimt ricorre a due elementi fondamentali: il colore della pelle della fanciulla reso molto luminosa, quasi diafana, rispetto a quello dell’uomo e la geometria regolare che disegna la veste di quest’ultimo sul fondo oro rispetto alle forme colorate e circolare che invece caratterizzano l’abito della donna. Il delicato ed allo tesso tempo intenso e passionale abbraccio dell’uomo che stringe il volto della donna baciato dalle sue labbra, attraversa i secoli fin dalla secessione viennese, rappresentando oggi più che allora un’immagine iconica, riprodotta su infinite tipologie di oggetti.


Dal 1918, facciamo un salto in avanti di dieci anni fino a giungere all’arte surrealista di Magritte che nel 1928 realizza un magnifico dipinto intitolato Gli amanti.

#GliAmanti, Magritte


In realtà esistono due versioni realizzate dall’artista nello stesso anno, noi analizzeremo quella più famosa, conservata oggi al MoMa di New York.

Il tema degli amanti ricorre spesso nell’arte di Magritte.

Due amanti si baciano attraverso un panno bianco che ricopre le loro teste e che gli impedisce di guardarsi e comunicare; è un’immagine molto forte ed in un certo senso angosciante. Due sono le teorie conosciute oggi che stanno dietro la realizzazione di quest’opera: secondo la prima, Magritte avrebbe deciso di raffigurare le immagini coperte dal panno bianco perché turbato dall’immagine della madre che si suicidò gettandosi nelle acque del fiume Sambre con una camicia da notte avvolta sul viso, secondo una seconda teoria l’artista rappresentò sulla tela la sua ossessione di coprire i volti nella vita reale.

L’interpretazione più quotata di questo dipinto vede la rappresentazione della figura del padre di Magritte che da un ultimo bacio alla moglie prima del suicidio. Un bacio prima della morte quindi che avviene tra due corpi muti, privati della vista e del tatto ma non per questo privi di passione.


#IlBacio, Roy Lichtnestein


Dopo il dipinto di Magritte, facilmente associato a sensazioni di angoscia e turbamento, passiamo al bacio più Pop che esista: il bacio di Roy Lichtenstein (1962), colui che insieme ad Andy Warhol rappresenta la massima espressione della Pop-art. Un’immagine che ha come vocazione quella di diventare popolare, la rappresentazione tramite regolari punti accostati, di una scena tratta da un qualsiasi fumetto che negli anni 60 potevi trovare in edicola. Un’ immagine che con l’ausilio di una tecnica semplice e del colore pieno tipico della pop-art, riesce comunque a trasmettere emozione.


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