• artefatti.

L'ARTE E L'ESPRESSIONE DEL DELIRIO. "LA NAVE DEI FOLLI"DI BOSCH E "LA PAZZA" DI GIACOMO BALLA.

Due epoche storiche lontane tra loro, due diverse opere d'arte, un unico filo conduttore che le attraversa: il delirio! Il Cinquecento rappresenta il momento in cui arte e scienza, religione e magia, si intrecciano per spiegare e curare il delirio umano, il comportamento "folle" degli individui; assistiamo ad esorcismi pubblici per scacciare il demonio, alla nascita di teorie che prevedono l'esistenza di un liquido nero all'interno dell'uomo in cui il demonio può trovare dimora ed alterare la coscienza del "corpo che lo ospita". I medici sperimentano sui pazienti, sui nuovi "malati di mente".

La pittura migra il nuovo sconvolgimento sociale all'interno delle opere d'arte: da Duccio di Buoninsegna nel periodo medievale a Raffaello in pieno rinascimento, vengono presentate scene di esorcismi, lotte contro il diavolo, quando la follia viene ancora avvolta dal velo dei dogmi della Chiesa di Roma. Quando - soprattutto in Germania - la follia inizia ad essere osservata ed analizzata quale problema concreto della società, il "malato" viene allontanato dalla moltitudine, viene isolato.

La nave dei folli, realizzato da Hyeronimus Bosch nel 1494 e custodito oggi al Museo del Louvre di Parigi, rappresenta un insieme di folli abbandonati al loro incerto destino su un'imbarcazione. L'artista rappresenta un gruppo di persone ignare del proprio futuro e preda esclusivamente dei loro istinti. Ogni individuo è concentrato esclusivamente a compiere azioni slegate dal contesto sociale: chi canta , chi beve come di nascosto, chi si accovaccia su un albero, chi si è gettato in mare. I folli si trovano in mezzo al mare, in balia dell'incertezza, dell'ignoto e dell'oscuro, essi non possono vivere nella società tedesca del Cinquecento e per questo motivo, quando non vengono internati, vengono allontanati dalla "civiltà": per la Germania essi rappresentano un pericolo pubblico.

La seconda opera che ho scelto come rappresentativa del delirio umano, La pazza, fu realizzata cinque secoli dopo La nave dei folli - esattamente nel 1905 - da Giacomo Balla.

A differenza della prima opera presentata, in questo caso viene rappresentato un unico soggetto preda del proprio delirio. Il corpo della pazza viene contorto dalla stessa follia che ne prede il comando, i movimenti sembrano nevrotici, scattosi, incontrollati; i "sintomi" del delirio diventano fisici. Durante i secoli - e soprattutto grazie al periodo illuminista - i coinvolgimenti demoniaci e religiosi vengono abbandonati in favore del punto di vista scientifico: il delirio viene considerato un vero e proprio stato mentale.

La follia non viene più vista come un evento collettivo ma come un malessere personale, interiore, quasi intimo ed il dipinto La pazza ne è la rappresentazione. Il soggetto che l'autore decide di dipingere è Matilde Garbini, una donna romana che vive di accattonaggio, emarginata dalla società, e che soffre di squilibri mentali. Nel momento in cui viene ritratta sta gridando "Silenzio! Il bambino dorme!".



artefatti. by carmelo romato

© artefatti.    created by Carmelo Romato