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UN MARE DI ARTE.

Aggiornato il: set 26

Che sia esso in tempesta, che sia il mare d’inverno o un mare calmo della sera, che sia talmente piatto e limpido da diventare uno specchio, il mare ha sempre ispirato artisti, poeti, musicisti e cantautori. Il mare, riflesso dei colori del cielo, è sempre stato un grande protagonista nell’arte, sempre in grado di suscitare forti emozioni.

Claude Monet, Impressione, levar del sole, 1872 è una tela dalla potenza straordinaria in cui Monet imprime il momento in cui il sole sorge sul porto di Havre. Per molti studiosi è con questa tela che nasce davvero l’impressionismo. Le pennellate dell’artista sono svelte e perfette, capaci di concentrare l’attenzione di chi osserva senza possibilità di distrazioni. I colori, specialmente quello del sole, regalano a questa tela un forza attrattiva innegabile. La calma assoluta delle prime luci dell’alba sul mare, regna sulla tela e sembra di percepire il silenzio attorno - rotto soltanto dai leggeri movimenti del mare e dai pescatori sulle loro barche.

Katsushika Hokusai, La grande onda di Kanagawa, 1830-1831, xilografia, 25,7×37,9 cm

La calma rappresentata da Monet lascia spazio ad una rappresentazione in cui è l’impetuosità del mare a fare da protagonista: questa xilografia è una delle immagini più conosciute al mondo e fa parte di una raccolta intitolata 36 vedute del monte Fuji. Il monte Fuji appare infatti sullo sfondo mentre in primo piano un mare in tempesta minaccia le imbarcazioni. Quest’opera viene considerata come rappresentativa dell’arte giapponese ma il suo straordinario successo deriva da fatto che in realtà essa combina elementi orientali ed occidentali in maniera equilibrata ed omogenea.

Tutt’oggi La grande onda di Kanagawa continua ad essere riprodotta in centinaia di versioni e ne esistono svariate copie custodite in alcuni tra i musei più importanti al mondo come il Metropolitan Museum of Art di New York, il British Museum di Londra ma anche il Museo di arti orientali di Torino.

Paul Gauguin, L'Onda, 1888.

Quest’opera viene spesso associata al La grande onda di Kanagawa appena descritta. I movimenti delle onde sono infatti molto simili ed anche in questo caso la sensazione che viene trasmessa dal dipinto non è di calma ma di imprevedibilità e pericolo.

I due bagnati che si trovano sulla spiaggia sembra infatti si siano salvati con difficoltà dall’essere trascinati via dal dalle onde. L’ elemento che più caratterizza quest’opera è la sovrapposizione di colori contrastanti - tipica delle opere di Gauguin: la decisione di rappresentare la spiaggia con un colore rosso così intenso ed allo stesso tempo innaturale, contribuisce a trasmettere sensazione di ansia e turbamento.

Ivan Konstantinovič Ajvazovskij, La nona onda, 1850

Il pittore raffigura sei naufraghi che attendono la terribile “nona onda”: le leggende marinaresche sostengono che le onde si ripetano a gruppi di nove e che l’ultima, quella più grande e potente, sia qualcosa contro la quale l’uomo non può nulla. E’ un dipinto simbolo del fato inevitabile, una delle opere più importanti dell’arte romantica russa. Da un lato la forza inarrestabile dalla natura, dall’altro la speranza dei naufraghi. Il tutto sotto una calda luce al tramonto che sembra voglia avvolgere i naufraghi e rendere più dolce il loro inevitabile destino.


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