• artefatti.

UN VIAGGIO NELLA STORIA DELL'ARTE PER RACCONTARE STUPORE E MERAVIGLIA


Dal libro << L'arte in sei emozioni >> scritto da Costantino D'Orazio, attingiamo al volto di Gustav Courbet ereditato come modello per l’incarnazione dello #stupore. Stupore o meraviglia, un'emozione che ci coglie quando ci troviamo di fronte a ciò che non conosciamo e che Cartesio definisce come "prima fra tutte le passioni". È dallo stupore che nasce qualsiasi stimolo alla conoscenza, così come sostenuto già da Platone e Aristotele: la meraviglia muove la filosofia, le passioni, la scoperta. "Admiration" significa "meraviglia", il termine viene dal latino "miro" che indica uno sguardo attento, curioso e profondo. Fin dalle tragedie greche l’emozione dello stupore è stata oggetto di teatro, appannaggio del pubblico in attesa dello scioglimento del racconto dopo il pathos. Allo stesso modo, secoli dopo, sarà compito della religione meravigliare i fedeli, creare uno strumento che li spinga a nutrire con la fede la loro curiosità fino al punto in cui la religione stessa lo permette: il resto è celato all’essere umano, la fede deve essere cieca e totale. I fatti davanti ai quali la fede pone l’uomo non lasciano spazio alla ragione; così lo stupore acquisisce una nuova dimensione ma la sete di conoscenza si trova di fronte a limitazioni nuove imposte dalla fede stessa, nonostante l’incontro tra la dimensione umana e quella divina attraversi allo stesso modo l’antico mondo greco e quello della nuova Chiesa romana.

Lo stupore per antonomasia è quello di Maria di fronte all’annuncio più importante della storia: le immagini che ritraggono questo atto hanno per secoli fissato l’emozione della meraviglia nei tratti nell’espressione del suo viso. Ecco che lo stupore si manifesta dall’incontro con il divino!

Ma se il divino viene semplicemente considerato come soprannaturale e quindi come tutto ciò che è sconosciuto al raziocinio umano - alla ragione - allora l’emozione dello stupore perde il suo carattere religioso e si veste allo stesso tempo di magia e superamento dei limiti socio-scientifici. In un mondo in cui l'evoluzione scientifica e la brama di conoscenza dell’uomo vincono contro la mera accettazione dell’ignoto, lo stupore e acquisisce nuovi connotati. La ricerca della perfetta espressione del volto che grazie a Caravaggio ci regala opere come Medusa o Giuditta e Oloferne o come Il ragazzo morso da un ramarro, crea le basi per studi sulla perfetta resa di un’emozione tramite la rappresentazione dei volti trasfigurati dalla stessa.

Assistiamo così alla magnifica rappresentazione della meraviglia di Courbet nel suo Autoritratto del 1844. Uno stupore profondo e doloroso quello di #Courbet lontano da quello divino, simbolo piuttosto del dolore a cui l’uomo deve sottostare nel mondo. L’emozione dello stupore subisce quindi nel corso della storia un'ulteriore trasformazione, uno sdoganamento vero e proprio, passando - prima che per Courbet - dall’opera d’arte di Bellotti nel XVII sec e giungendo alle contemporanee immagini pop.


artefatti. by carmelo romato

© artefatti.    created by Carmelo Romato